Olio di oliva o extravergine: che differenza c’è
Extravergine, vergine, «olio di oliva» e olio di sansa: le quattro categorie che si trovano sugli scaffali, come si ottengono e come riconoscerle in etichetta.
23 ottobre 2026
Sugli scaffali si trovano bottiglie con scritto «olio extravergine di oliva», altre solo «olio di oliva». Non sono la stessa cosa: le norme europee (Regolamento delegato UE 2022/2104) dividono gli oli di oliva in categorie precise, e al consumatore se ne possono vendere solo quattro.
Olio extravergine di oliva
È la categoria più alta. È ottenuto direttamente dalle olive e unicamente con procedimenti meccanici, senza alcun trattamento chimico. Deve avere un’acidità non superiore allo 0,8% e superare l’assaggio di un panel ufficiale: nessun difetto e un fruttato percepibile. In etichetta lo accompagna la frase «olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici».
Olio di oliva vergine
Anche il vergine si ottiene solo con procedimenti meccanici, ma ha limiti meno severi: acidità fino al 2% e qualche lieve difetto all’assaggio. Nei negozi è poco diffuso.
«Olio di oliva»
Quando l’etichetta dice soltanto «olio di oliva», si tratta di una miscela di oli di oliva raffinati e di oli vergini. La raffinazione è un trattamento industriale che corregge gli oli con difetti troppo marcati per essere venduti così come sono; insieme ai difetti, però, se ne vanno anche profumi e sapore. Per questo in etichetta trovate la frase «olio contenente esclusivamente oli di oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli ottenuti direttamente dalle olive».
Olio di sansa di oliva
La sansa è quello che resta delle olive dopo l’estrazione dell’olio. L’olio che se ne ricava viene raffinato e mescolato con olio ottenuto direttamente dalle olive.
Come riconoscerli in etichetta
- La categoria è sempre scritta, con la sua frase fissa.
- L’origine (per esempio «Italia» o «Unione europea») è obbligatoria solo per l’extravergine e il vergine; per l’«olio di oliva» e l’olio di sansa non si indica.
- Fruttato, amaro, piccante e l’annata si possono scrivere solo per l’extravergine e il vergine.
Tutte le diciture, una per una, sono spiegate in come leggere l’etichetta dell’olio extravergine; per riconoscere un buon extravergine all’assaggio, leggete come riconoscere un olio extravergine di qualità.
Fonte: Regolamento delegato (UE) 2022/2104, articoli 1, 2, 6, 8, 10 e 11 e allegato I, su EUR-Lex. Foto: la raccolta nei nostri uliveti di San Marcello.